Mondo Abilità

Il Blog di Altravoce Onlus

Il tuo Settimo Senso

Quando un genitore, un musicista, un educatore o più semplicemente un ascoltatore si ritrova ad assistere ad un saggio degli allievi con disabilità del Triennio di Musica Inclusiva Orchestrale a Metodo Esagramma, mi chiedo sempre se abbia gli strumenti per comprendere ciò che sta ascoltando in quel momento. Quel pubblico, starà dando il giusto valore a quel concerto particolare?

Il cuore nel fare musica

Mi spiego meglio: la prima volta in cui sono stato a contatto con la Musica Inclusiva e il Metodo Esagramma, sono rimasto molto disorientato, come ascoltatore. Era un concerto in cui la grande Orchestra Sinfonica Esagramma stava suonando Rhapsody in Blue di Gerswin. Sul palco c’erano musicisti con e senza disabilità mentale e musicisti professionisti, proprio come nell’Orchestra Sinfonica Altravoce. Non riuscivi sempre a distinguere chi era disabile e chi no e nei momenti in cui guardavi con più attenzione, la cosa che colpiva maggiormente era sicuramente il cuore che questi musicisti mettevano nella propria personale interpretazione, con esecuzioni sicuramente  “particolari” nonostante le enormi difficoltà di vita.

Che cosa ti aspetti da una persona disabile?

Ma particolari in che senso? – ti starai chiedendo.

E io rilancio e ti chiedo: secondo te, che musica può fare una persona con disabilità?

Una musica “sempliciotta”?

Qualche colpo al tamburello?

Ovvero,

che cosa ti aspetti da una persona con disabilità mentale, quando la vedi con uno strumento in mano?

Nel Triennio di Musica Inclusiva, i gruppi orchestra, come potrai immaginare, suonano in modo diverso dall’Orchestra Sinfonica e lo fanno con una musica che “stride”.

Diventare un ascoltatore con il Settimo Senso

Per riuscire ad apprezzare ciò che viene suonato dagli allievi con disabilità è necessario vedere oltre. Devi farlo con un punto di vista differente da quello che hai di solito come ascoltatore di musica. Devi avere, oltre al cuore aperto, a tatto, vista, udito, olfatto, gusto e sesto senso, anche un ulteriore senso in più, che possiamo chiamare Settimo Senso, che ti permetta di capire la storia di quel bambino che stai ascoltando, di tutta quella musica studiata, a suo modo, da una persona compromessa dalla sua disabilità mentale.

Da disabili a musicisti

Infatti la cosa che più colpisce dei gruppi di musica inclusiva di Altravoce è il fatto che vedi una serie di bambini e ragazzi “provati dalla vita”, che quando hanno il loro strumento in mano si comportano come dei veri e propri musicisti sinfonici. Suonano strumenti veri, come violini, violoncelli, contrabbassi, timpani, marimbe e suonano musiche veramente difficili, quelle dei grandi autori, anche a fronte di gravissime patologie.

Questa immagine – del musicista che sa il fatto suo e suona musica vera – contrasta incredibilmente con l’immagine che una persona senza disabilità ha nei confronti di chi – invece – una disabilità ce l’ha.

E la musica suonata da un ragazzo disabile del Triennio non è particolare solo per questo, ma anche da un punto di vista di “musica ben fatta”. Quella musica “sta in piedi”. Certo a volte ci sono dei colori dati dalla condizione dei musicisti, ma nel complesso il quadro è veramente emozionante, non c’è che dire.

Se partecipi ad un saggio di fine primo anno, Mozart suona come vuole Mozart. Quando ascolti uno di secondo anno, Bizet suona come Bizet. Come dire: tutto è al posto giusto e in più c’è il fattore emozionale, di empatia, che se hai a tua disposizione ti permette di capire come una persona con disabilità mentale abbia il diritto e possa effettivamente accedere al mondo dell’arte con tutte le caratteristiche che tale mondo richiede: impegno, pazienza, perseveranza.

Essere “artisti”, si può?

Ma che rapporto c’è tra un bambino con disabilità e l’essere artista?

George Saunders, scrittore statunitense, in un suo articolo (“Che cosa fanno veramente gli scrittori quado scrivono“) sostiene che in generale abbiamo una percezione “popolare” dell’arte:

crediamo che l’artista abbia sempre un’idea precisa e che poi la realizzi con sicurezza.

Il vero processo, in realtà, <<è molto più misterioso>> e – dice Sunders – <<molto più una rottura>>, ovvero richiede quelle stesse abilità che noi stessi, durante il Triennio, richiediamo ai bambini e ragazzi disabili che lo frequentano: impegno, pazienza, perseveranza.

E se da una parte vediamo che, nonostante le mille difficoltà e anche nei casi più gravi di autismo, l’allievo con disabilità c’è, è presente, ci comunica che vuole farcela, dall’altra parte il genitore deve essere in grado di credere che il proprio figlio ce la possa fare e deve supportare l’equipe di Altravoce nel proprio operato, che ovviamente è totalmente dedicato a quell’allievo con disabilità.

Metti alla prova il tuo Settimo Senso

E tu, ora che hai scoperto e capito che tipo di ascoltatore puoi essere per venire ai nostri concerti, sei pronto ad assistere a questi due appuntamenti?

  • saggi di secondo e terzo anno del Triennio di Musica Inclusiva Orchestrale, sabato 18 maggio ore 15.30,
  • Concerto dell’Orchestra Sinfonica Altravoce nel Festival Diversità in Sinfonia V, domenica 26 maggio ore 20.30

Intanto che aspetti…

 

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Fabio Dalceri

Direttore di Altravoce Onlus

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