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Disabilità e gioco

Quanto sarebbe bello vivere in armonia con le altre persone senza palesare continuamente le differenze inevitabili che esistono tra tutti gli esseri umani? Una delle cose più importanti che possiamo fare per includere è partire dai momenti di gioco dedicati ai bambini.

Non è disabile solo chi è anziano

La famosa azienda danese di mattoncini giocattolo Lego si è trovata recentemente al centro di una controversia molto importante: prima del 2018, infatti, non erano mai stati rilasciati “omini” che potessero rappresentare persone con disabilità – e la prima volta in cui è stato fatto è scattata la polemica. Il personaggio in questione infatti era un uomo anziano, che faceva presupporre al pubblico che gli handicap fossero unicamente collegati all’età – e mancando quindi di rappresentare tutta quella fascia di bambini e ragazzi con disabilità fisica o mentale che inevitabilmente risultavano esclusi anche dai momenti di gioco.

Lego risponde a chi è disabile 

Per questo, tre mamme inglesi lanciarono la petizione #ToyLikeMe, che in breve raggiunse ben 20mila adesioni sul web. Lego si è sentita molto toccata da questa protesta, rilasciando alla Fiera del Giocattolo di Norimberga del marzo 2019 il primo “omino” sulla sedia a rotelle, accompagnato inoltre da un cane guida. Per evitare ogni tipo di controversia, l’azienda ha dato un aspetto giovanile al personaggio, che quindi ha potuto raggiungere un target molto più elevato di ragazzi.

Ma non è finito qui l’impegno di Lego nella disabilità. Normalmente siamo portati a pensare che le persone che soffrono di cecità o ipovisione non possano giocare con i famosi mattoncini, ma è proprio questo il tabù che l’azienda danese ha voluto sfatare.

Imparare il Braille… giocando!

Secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, al mondo ci sono circa 36 milioni di persone cieche e addirittura 217 milioni di ipovedenti (su una popolazione di 7 miliardi circa).

Privare un così imponente numero di persone del divertimento portato da questo passatempo sarebbe stato un ostacolo importante alla loro inclusione sociale. Per questo motivo, Lego ha cominciato a sviluppare un particolare tipo di mattoncini, che al posto dei soliti cilindretti di plastica utili all’incastro,  hanno lettere ed espressioni nell’alfabeto Braille.

Il Direttore Artistico sta diventando cieco

Tale sensibilità è dovuta anche ad una malattia che sta portando Morten Bonde – Direttore Artistico della compagnia – alla cecità.

“Le reazioni di studenti e insegnanti ai Lego Braille Bricks è stata di enorme ispirazione e mi ha ricordato che

le uniche limitazioni che incontrerò nella vita sono quelle che creo nella mia mente.

Il livello di coinvolgimento dei bambini e il loro interesse a essere indipendenti e inclusi in condizioni di parità nella società è evidente. Mi sono commosso nel vedere l’impatto che questo prodotto ha sullo sviluppo della fiducia e della curiosità nei bambini ciechi e ipovedenti già dall’infanzia”.

La tecnologia sostituisce il Braille

Con l’avvento della tecnologia – e quindi dei programmi informatici creati per ipovedenti e ciechi – sempre meno persone si interessano ad imparare il Braille, un tempo unica fonte di apprendimento per queste persone.

Filippo (Philippe) Chazal, Tesoriere dell’Unione Europea Non Vedenti, specifica come l’introduzione di audiolibri e programmi simili ha portato ad un impigrirsi graduale di chi è affetto da questo disturbo, che quindi non sente più il bisogno di imparare l’alfabeto per istruirsi.

Imparare il Braille è fondamentale per essere inclusi

Questo ha portato – secondo Chazal – ad una diminuzione del livello di indipendenza che solo chi conosce questo linguaggio può raggiungere – e ad una minore possibilità di trovare un posto di lavoro una volta adulti.

Per questo motivo l’invenzione dei Lego Braille Bricks è importante, perché dona ai bambini la possibilità di imparare cosa significhi inclusione giocando e divertendosi, tra bambini con e senza disabilità. Per aiutare le persone vedenti a interagire con quelle non vedenti, Lego ha impresso caratteri stampati sui mattoncini, che rappresentano ciò che c’è scritto in Braille sugli stessi, favorendo così l’inclusione e abbattendo le differenze tra loro.

Questo prodotto verrà immesso sul mercato nel 2020, e le previsioni lo danno come un successo clamoroso. Di certo avrà un peso sulla vita di coloro che la società deve imparare a vedere con naturalezza – ma che troppo spesso risultano discriminati da canoni troppo ristretti di “normalità”.

Chiudo con una frase di John Goodwin, CEO (Amministratore Delegato) di Fondazione Lego:

“I bambini ciechi e ipovedenti hanno sogni e aspirazioni per il loro futuro come i bambini vedenti.”

E nessuna malattia potrà mai cancellare un sogno di un bambino o di un adulto.

 

Cristian Petenzi

Volontario Altravoce

 

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