Marina Cuollo: riscrivere la narrazione della disabilità
Marina Cuollo, scrittrice, attivista e consulente per la diversità e l’inclusione, da anni lavora per scardinare cliché e proporre una narrazione più autentica e consapevole.
Quella di Marina Cuollo è una voce capace di cambiare prospettiva e riscrivere la narrazione della disabilità.
Il suo lavoro unisce analisi critica dei media, esperienza personale e riflessione culturale. Il risultato è una voce lucida, ironica e diretta, che invita a ripensare il modo in cui la società guarda alla disabilità.

Chi è Marina Cuollo, l’attivista che riscrivere la narrazione della disabilità
Napoletana, laureata in ambito scientifico, Marina Cuollo ha scelto di affiancare alla formazione accademica un percorso di scrittura e divulgazione. È autrice, editorialista, speaker e consulente in ambito DEIA (Diversità, Equità, Inclusione e Accessibilità).
La sua attività si concentra soprattutto sull’analisi della rappresentazione delle persone con disabilità nei media, nel linguaggio e nella cultura popolare. Marina utilizza la propria esperienza come lente attraverso cui osservare e interpretare dinamiche sociali più ampie.
I libri: ironia, consapevolezza e critica culturale
Tra le sue opere più conosciute c’è A Disabilandia si tromba, un libro che affronta con ironia e onestà temi spesso considerati tabù, come la sessualità e le relazioni delle persone con disabilità. Con uno stile diretto e provocatorio, l’autrice smonta l’idea che la disabilità coincida con asessualità o dipendenza emotiva.
In Abilisti fantastici e dove trovarli, Marina analizza l’abilismo quotidiano: quelle forme di discriminazione sottili e spesso inconsapevoli che si manifestano nei commenti, nei comportamenti e nelle narrazioni comuni. Il libro è un vero e proprio uno strumento per riconoscere e decostruire atteggiamenti radicati nella cultura dominante.
In Distorsioni esplora invece la rappresentazione della disabilità nel cinema, evidenziando come molte narrazioni contribuiscano a creare immagini parziali, eroicizzanti o vittimizzanti, che non restituiscono la complessità della realtà.
Non manca uno spazio dedicato all’infanzia: con un libro pensato per i più piccoli, Marina affronta il tema della disabilità in modo semplice, diretto e naturale, contribuendo a costruire uno sguardo inclusivo fin dai primi anni di vita.
Un’attivista che rivendica la parola
Uno dei messaggi centrali nel percorso di Marina Cuollo riguarda la rappresentazione: chi racconta la disabilità? Chi prende la parola?
Attraverso conferenze, talk pubblici e attività formative, Marina sostiene l’importanza di lasciare spazio alle persone direttamente coinvolte.
Il suo intervento pubblico si muove quindi tra ironia e fermezza, con l’obiettivo di stimolare un cambiamento culturale reale.
Il suo contributo si colloca lontano dal pietismo ma anche dalla retorica dell’eroe.
La disabilità non è infatti presentata come tragedia né come favola motivazionale, ma come parte della pluralità dell’esperienza umana.
Perché la sua voce è importante
Marina Cuollo offre strumenti concreti per comprendere come linguaggio, immaginario e cultura influenzino la percezione della disabilità.
Attraverso i suoi libri, la sua attività di formazione e la presenza nei media, contribuisce a creare quindi una società più consapevole, capace di interrogarsi sulle proprie narrazioni e di aprire spazi di confronto autentico.
Marina Cuollo è una voce che rompe gli schemi e invita a guardare oltre i cliché. Con ironia, competenza e determinazione, propone una nuova narrazione della disabilità: più complessa, sì, ma allo stesso tempo più vera e umana.
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