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Turismo accessibile: quando viaggiare è un diritto per tutti

Quante volte hai rinunciato a una gita, a una mostra, a un weekend fuori porta perché non sapevi se il posto sarebbe stato accessibile per tuo figlio o per te?
Di turismo accessibile ne avevamo parlato qui e riguarda milioni di famiglie italiane, anche se per troppo tempo la questione è rimasta ai margini del dibattito pubblico.

Qualcosa, però, sta cambiando. E viene dalla nostra regione.

Cos’è il progetto STAI

STAI, Servizi per un Turismo Accessibile e Inclusivo, è il progetto con cui Regione Lombardia mira a sviluppare un turismo sempre più accessibile e inclusivo.
L’obiettivo è quello di promuovere e incrementare la presenza di turisti con disabilità e dei loro accompagnatori sul territorio.

Il focus è la realizzazione di infrastrutture e organizzazione di servizi accessibili.
Da qui si punta poi alla creazione di nuove opportunità di sviluppo delle competenze e di inclusione lavorativa attraverso tirocini per le persone con disabilità e, infine, la promozione di una cultura dell’accessibilità come elemento caratterizzante per la qualità dei servizi e prodotti turistici.

Dal territorio bergamasco a tutta la Lombardia

Il progetto ha mosso i primi passi proprio nel nostro territorio. Regione Lombardia ha sviluppato nel biennio 2022-2024 una progettualità STAI sui territori di Bergamo e Brescia, capitali della Cultura 2023, e nel biennio 2025-2026 una progettualità STAI nelle province di Pavia e Sondrio, per valorizzare i territori montani e lacustri della Lombardia in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026.

Un progetto che cresce, si espande e costruisce un modello replicabile.

I giovani con disabilità come protagonisti attivi

La cosa che ci ha colpito di più del progetto STAI è questa: accanto alla sistemazione di sentieri, alla rimozione di barriere architettoniche e alla creazione di itinerari accessibili, c’è un intervento che punta a rendere i giovani con disabilità risorse umane di attività turistiche.

Concretamente, a Bergamo sono stati inseriti, attraverso brevi percorsi di tirocinio extracurricolare retribuito, sei giovani in sei mesi, con la finalità di creare competenze in ambito di promozione turistica, comunicazione e gestione front office.

Oggi questi ragazzi e ragazze sono in prima linea: danno informazioni, preparano visite guidate, gestiscono i visitatori di mostre e promuovono prodotti locali negli Info point delle valli bergamasche e della città.

Accessibilità è anche cultura

L’accessibilità è la possibilità di entrare in ogni luogo senza incontrare difficoltà o barriere, ma anche la possibilità di ricevere informazioni facili da capire.

Una definizione che va ben oltre le rampe e gli ascensori. Riguarda il modo in cui i luoghi, i servizi e le persone si organizzano per fare spazio a tutti.

Per chi vive ogni giorno con un figlio con disabilità, questa visione è la differenza tra sentirsi esclusi e sentirsi parte di una comunità.

In Altravoce lavoriamo ogni giorno per costruire contesti in cui ogni persona abbia spazio per esprimersi, crescere e stare con gli altri.

Se vuoi scoprire i nostri percorsi, prenota qui il colloquio di ingresso!

Enrica Pugliese

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