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Note di Inclusione: quando la musica diventa un’opportunità di crescita

“Note di Inclusione – Dove la musica diventa opportunità”, il progetto promosso da Altravoce ETS grazie al sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. Un percorso che mette al centro la musica come esperienza artistica, formativa e relazionale, offrendo a persone con disabilità mentale la possibilità di continuare a crescere come musicisti e come protagonisti attivi della vita culturale del territorio.

C’è un momento particolare che accomuna tutti i musicisti, indipendentemente dall’età, dall’esperienza o dal percorso personale. È l’istante in cui si sale sul palco e la preparazione lascia spazio all’esecuzione, all’ascolto e alla condivisione con il pubblico.

Dietro ogni concerto ci sono ore di studio, prove, emozioni, difficoltà superate e competenze costruite nel tempo. Quando la musica inizia, però, tutto questo si trasforma in un linguaggio comune capace di mettere in relazione persone diverse tra loro.

Sedici musicisti al centro del progetto

I protagonisti di “Note di Inclusione” sono sedici musicisti con disabilità mentale, di età compresa tra i 17 e i 58 anni, che hanno già affrontato un importante percorso di formazione attraverso la metodologia Esagramma®.

Si tratta di persone che hanno sviluppato competenze musicali significative e che oggi desiderano proseguire il proprio cammino artistico con nuove sfide e nuove occasioni di espressione.

Accanto a loro opera un gruppo di operatori e volontari del territorio camuno che partecipa alle attività settimanali, condividendo oltre gli aspetti organizzativi e di supporto, anche l’esperienza musicale e relazionale che nasce all’interno dell’orchestra.

L’obiettivo è quello di costruire un contesto in cui ciascuno possa contribuire attivamente a un progetto collettivo.

Note di Inclusione: un percorso che dura mesi

Le attività seguono un programma strutturato che accompagna i partecipanti verso un importante appuntamento finale.

Ogni settimana si studiano gli strumenti, si affrontano nuove partiture, si perfezionano le tecniche esecutive e si costruisce gradualmente il repertorio che verrà presentato al pubblico.

Le prove rappresentano uno spazio di apprendimento continuo, nel quale ciascun musicista è chiamato a mettersi in gioco, ad assumersi responsabilità e a collaborare con gli altri componenti dell’orchestra.

La crescita artistica procede insieme a quella personale, attraverso un lavoro costante che richiede impegno, ascolto reciproco e capacità di affrontare nuove sfide.

L’orchestra come luogo di inclusione autentica

Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda la composizione stessa dell’orchestra.

I musicisti con disabilità suonano infatti insieme a professionisti, condividendo gli stessi spazi, gli stessi obiettivi e lo stesso livello di responsabilità artistica.

È un approccio che caratterizza da anni il Metodo Esagramma®, basato sull’idea che qualità musicale e inclusione possano procedere nella stessa direzione.

All’interno dell’orchestra ogni persona è chiamata a dare il proprio contributo reale alla riuscita del concerto. Le differenze individuali diventano parte della ricchezza del gruppo e contribuiscono alla costruzione di un’esperienza artistica condivisa.

Quando l’inclusione prende forma nella vita quotidiana

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Spesso la parola inclusione viene utilizzata per descrivere principi e obiettivi generali. In progetti come “Note di Inclusione” assume invece una dimensione molto concreta.

Significa imparare a gestire l’emozione di esibirsi davanti a un pubblico, acquisire maggiore sicurezza nelle proprie capacità. Significa sentirsi parte di un gruppo che lavora per un obiettivo comune e che riconosce il valore del contributo di ciascuno.

Anche per le famiglie questi percorsi rappresentano occasioni importanti. Vedere il proprio figlio o il proprio familiare impegnato in un’attività artistica di qualità, riconosciuto per le competenze sviluppate e coinvolto attivamente nella vita culturale del territorio genera nuove opportunità di partecipazione e relazione.

Il concerto finale come tappa di un percorso

La primavera del 2026 segnerà il momento conclusivo del progetto con un concerto aperto alla comunità.

L’evento rappresenterà il punto di arrivo di mesi di studio e preparazione, ma soprattutto l’occasione per condividere con il territorio il lavoro svolto dai musicisti e dall’intera orchestra.

Per molti partecipanti sarà un’esperienza significativa, capace di valorizzare il percorso compiuto e di rendere visibili competenze, impegno e crescita personale maturati durante l’anno.

Sarà inoltre un’opportunità per avvicinare nuove persone al mondo di Altravoce e ai progetti che promuovono cultura, inclusione e partecipazione attraverso l’arte.

Note di Inclusione: Un nuovo capitolo di un percorso già avviato

“Note di Inclusione” raccoglie l’eredità del precedente progetto “Dove tutto è possibile” e ne sviluppa ulteriormente gli obiettivi.

Se le radici sono le stesse, l’attenzione si concentra ancora di più sul consolidamento delle competenze artistiche, sull’autonomia personale e sulla possibilità di riconoscersi pienamente nel ruolo di musicisti.

La musica diventa così uno spazio di espressione autentica, un luogo in cui coltivare relazioni, sviluppare capacità e partecipare attivamente alla vita della comunità.

In questo percorso, l’arte rappresenta un linguaggio aperto a tutti, capace di creare occasioni concrete di crescita e di valorizzazione delle persone.

Enrica Pugliese

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