Mondo Abilità

Il Blog di Altravoce Onlus

Dare una possibilità al proprio figlio

Uno degli aspetti positivi della nostra società è il fatto che una persona se vuole può trovare moltissimi stimoli per cercare di comprendere quali possano essere le proprie passioni. Penso per esempio ai bambini che ora, già in età pre-scolare, hanno la possibilità di provare a cimentarsi nelle attività più svariate in modo semplice e naturale.

Questo discorso diventa più complesso per una persona che deve fare i conti con una disabilità di qualsiasi genere. C’è sicuramente bisogno di un aiuto maggiore che deve necessariamente partire dai genitori, a cui senza ombra di dubbio, spetta un compito tutt’altro che agevole.

Un primo passo necessario è quello di mettersi in gioco insieme al proprio figlio. Viene spontaneo infatti concentrare i propri sforzi sulle difficoltà che vengono dalla disabilità per cercare di arginarle e se è possibile superarle, ma non basta. Per esperienza personale posso affermare, senza particolare timore di essere smentito, che nonostante i limiti con cui è necessario imparare a convivere, le possibilità per scoprire, coltivare e rendere fruttuose le passioni di un bambino o un ragazzo con disabilità possono essere davvero tante.

Anche una persona con disabilità può trovare una o più passioni che riescano a dare sapore alla sua vita.

Che consigli possiamo dare perciò ai genitori che decidono di intraprendere con il proprio figlio, la grande avventura alla scoperta di quelle che potrebbero essere le sue passioni?

Io, non sono padre, ma sono un figlio con disabilità, perciò mi sono confrontato con mia madre e insieme abbiamo trovato qualche spunto che speriamo possa essere utile anche ad altre famiglie.

  1. Condividere le proprie passioni insieme al proprio figlio: ascoltare musica, cantare insieme, per esempio o magari dargli la possibilità di avvinarsi a nuove esperienze, potrebbe far scoprire in maniera del tutto naturale una predilezione per la musica.
  2. Avvicinarsi alla musica, ambito in cui anche le persone con disabilità trovano sempre più spazio e possono ricoprire un ruolo fondamentale se le attività sono fatte con criterio e metodo. All’inizio può essere sufficiente andare ad assistere un concerto insieme, magari senza rimanere fino alla fine. La possibilità di partecipare ad un evento musicale è senz’altro stimolante.
  3. Un altro ambito può essere quello della pittura, tramite il disegno è possibile esprimere le proprie emozioni.
  4. Avvicinare il figlio agli animali, mi vengono in mente i centri dove viene proposta la pet-terapy. Entrare in contatto con animali differenti, (cani, conigli, asini, cavalli), aiuta ad aprirsi di più anche agli altri, non solo, qualcuno potrebbe appassionarsi ed innamorarsi dei cavalli ed entrare così nel mondo dell’ippoterapia.
  5. Ultimo spunto, ma molto importante, di fronte a una disabilità fisica è spingere sull’importanza dello studio, intesa come attività che possa permettere di sentirsi “qui e ora”, indipendentemente dal livello di criticità della disabilità.

Questo discorso può in ogni caso valere anche per persone con disabilità psichiche: se una ragazza, per esempio, potrebbe vivere bene nell’avere un ruolo all’interno di un gruppo orchestra, piccolo o grande che sia, suonando un contrabbasso con gesti semplici, ed è in grado di farlo, il compito del genitore è quello di stimolarla e gratificarla il più possibile.

Se poi quell’attività diventa per quel ragazzo o ragazza la propria passione, come accade ai figli delle famiglie di Altravoce, avremmo raggiunto il massimo obiettivo.

Concludendo, credo che ci siano due aspetti fondamentali che valgono a maggior ragione per le famiglie in cui nel nucleo famigliare ci sono figli con disabilità, ma che in realtà sarebbero utili in ogni famiglia.

  • E’ importante che un genitore sia presente e che partecipi alla ricerca delle passioni del proprio figlio, stimolandolo.
  • Quando poi ha scoperto insieme al proprio figlio ciò che quest’ultimo ama fare, è di fondamentale importanza la gratificazione e la presenza, anche nel caso in cui le aspirazioni, esplicite o implicite che siano, possano risultare diverse rispetto a quelle che un genitore aveva in mente per lui.

Luca Dalla Palma

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