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Alice Leccioli, 19enne, cammina per la prima volta a Venezia grazie all’esoscheletro Felicità.

28/06/2021: Alice cammina a Venezia

E’ successo il 28 giugno 2021 in Piazza San Marco, Venezia. Alice Leccioli, giovane ragazza diciannovenne, ha finalmente potuto provare l’emozione di camminare nella città. A causa di un distacco di placenta durante il parto, infatti, ha riportato una diparesi spastica che non le permette di muovere le gambe in maniera autonoma. Questo sogno tanto agognato e rincorso, è diventato realtà grazie all’esoscheletro.

Alice ha raccontato la sua storia, nel corso degli anni, in diverse trasmissioni televisive:

  • Nel 2015 la giovane era stata protagonista dello show ‘Tutto Esaurito’ su Radio 105, durante il quale il conduttore Marco Galli lanciò un appello per mettere a disposizione della ragazza un mezzo idoneo al suo trasporto
  • Poco dopo, la sua storia è stata raccontata dalle Iene. Grazie a questa visibilità, una benefattrice colpita dalla sua storia, ha donato ad Alice e alla sua famiglia l’esoscheletro che usa per camminare e che ha portato anche a Venezia

Una Storia Di Coraggio e Forza

Nella mia vita sono sempre stata costretta a convivere con dei limiti, ma non mi sono mai mancate la curiosità e la voglia di sperimentare cose nuove che mi sapessero trasmettere sensazioni ed emozioni forti.

Queste le parole di Alice che si riflettono anche nel suo comportamento. La sua disabilità non l’ha infatti fermata nella ricerca alla libertà e alla spensieratezza: nel luglio 2020 si è lanciata da 4.500 metri di altezza con il paracadute. Un’avventura mozzafiato all’aeroporto di Ravenna donata dal Club Abarth di Forlì.

E’ stata però una delicata tecnologia a rappresentare la svolta: l’esoscheletro, che nel settembre 2018 le ha permesso di entrare in classe sulle sue gambe, accompagnata da due amiche e dal sorriso del padre, dietro di lei.

Da quando ha iniziato ad utilizzare l’esoscheletro e muovere i primi passi nel 2016 è passata da 200 a quasi 3mila passi al giorno. Per la buona riuscita del percorso è occorsa molta forza di volontà accanto alla continua supervisione di specialisti professionisti.

Bisogna andarci cauti ed affidarsi ad uno specialista. Riesco ad usarlo perché in precedenza mi sono sottoposta ad alcuni interventi di chirurgia funzionale.

Alice e L’Esoscheletro, o “Felicità”.

“Felicità” è quel concetto di grande gioia, quell’emozione indescrivibile, è “la sensazione che ho provato alzandomi in piedi”. He ha trovato concretezza in un’apparecchiatura molto sofisticata dotata di protesi e sensori che potenziando le sue capacità fisiche, le permette di lasciare per un po’ la carrozzina e di compiere dei passi. E’ infatti questo, Felicità, il nome che Alice ha dato al suo esoscheletro.

Con esso ha coronato il suo sogno di visitare sulle sue gambe la “città più bella del mondo”, Venezia. E’ stata accolta in Piazza San Marco dall’assessore alla coesione sociale Simone Venturini. Egli le ha dato il benvenuto, ringraziandola di aver scelto Venezia come meta iniziale per lanciare il suo messaggio di sensibilizzazione. Venturini non ha esitato a rimarcare l’impegno e la forza di volontà della 19enne, come esempio per tutti.

La Tecnologia Applicata Alla Disabilità

Alice è forse l’unica italiana a possedere un esoscheletro per uso personale: visti anche i costi (circa 190 mila euro) questo tipo di tecnologia è ancora in dotazione solo di alcuni centri ospedalieri pubblici o privati che si occupano di riabilitazione.

A donarglielo fu un’anonima benefattrice che allegò al pacco regalo anche una lettera:

Ti meriti che la vita ti possa sorprendere oggi e mille altre volte ancora. Non ti stupire. Il mondo è pieno di persone che dedicano il loro tempo e le loro energie per gli altri, credimi. Il regalo lo hai fatto tu a noi”.

Ha visto il suo sogno realizzato e si è resa conto di quanto la tecnologia possa essere utile e cambiare radicalmente in meglio le condizioni di vita di una persona affetta da disabilità di questo tipo. Alice non si è più fermata. La sua camminata in San Marco vuole essere un atto simbolico in sostegno della ricerca scientifica. Ogni giorno mette tutta sé stessa per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di “applicarsi alla ricerca tecnologica per migliorare la vita delle persone con disabilità”. Questo anche il nostro augurio.

Giada Franzoni

Guarisce dalla leucemia anche grazie alla musica

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