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Lo chiamava rock &roll: un viaggio tra disabilità, libertà e relazioni

Lo chiamava rock & roll è un film che nasce da una vicenda reale e prende forma come un viaggio, fisico ed emotivo, dentro la vita di chi attraversa la disabilità. Un racconto che unisce musica, relazioni e movimento, portando lo spettatore dentro esperienze autentiche.

Una storia vera che diventa racconto

Al centro del film c’è la figura di Federico Richard Villa, atleta paralimpico e persona che convive con una malattia neurodegenerativa. La sua esperienza diventa il punto di partenza di un progetto cinematografico corale, costruito insieme ad attori e professionisti.

La narrazione si sviluppa attraverso un viaggio, inteso come ricerca di sé e del proprio spazio nel mondo. E’ una storia fatta di incontri, momenti, cambi di direzione.

La musica accompagna questo percorso, amplifica le emozioni e diventa un filo conduttore che tiene insieme le diverse tappe.

Incontri che cambiano la direzione

Uno degli elementi centrali del film è l’incontro tra persone diverse.

Da una parte c’è chi vive una condizione di disabilità da tempo.
Dall’altra c’è chi si trova a confrontarsi con una perdita improvvisa o con un cambiamento radicale della propria vita.

Da questo incontro nasce una relazione che mette in movimento qualcosa: uno sguardo diverso, una nuova possibilità.

Il viaggio diventa così anche un confronto continuo con sé stessi.

Disabilità come parte della vita

Il film sceglie di raccontare la disabilità in modo diretto.

La disabilità entra nella storia come una dimensione della vita, con tutte le sue sfumature: fatica, relazione, ironia, desiderio di autonomia.

I personaggi si muovono dentro queste esperienze senza filtri, mostrando una quotidianità fatta di momenti concreti.

Un cinema accessibile

Un aspetto importante riguarda anche il modo in cui il film viene distribuito.

Lo chiamava rock & roll arriva nelle sale in un’unica versione con sottotitoli sempre presenti. Una scelta che rende l’esperienza cinematografica accessibile a tutti, comprese le persone sorde.

Un dettaglio tecnico che diventa scelta culturale.

Libertà, autonomia e percorso personale

Il filo che attraversa tutta la storia è quello della libertà.

Libertà di muoversi, scegliere, costruire una propria identità.

Il viaggio raccontato nel film riguarda il modo in cui le persone affrontano i cambiamenti, rielaborano le proprie esperienze e costruiscono nuove possibilità.

Un linguaggio che parla a tutti

Il film utilizza diversi linguaggi: musica, immagini, dialoghi, silenzi.

Questa combinazione permette di raccontare la disabilità in modo accessibile e coinvolgente, senza bisogno di spiegazioni complesse. Lo spettatore entra nella storia attraverso le emozioni, riconosce situazioni, relazioni, passaggi.

Lo chiamava rock & roll è un racconto che si muove tra fragilità e movimento, tra difficoltà e possibilità.

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Enrica Pugliese

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