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Itzhak Perlman

Itzhak Perlman: Musica, disabilità e Famiglia

Tel Aviv, Israele, 1948. Itzhak Perlman, un bambino di tre anni e mezzo che ovviamente non ha ancora piani per il suo futuro, sente alla radio un suono magico. Viene a sapere poi che è quello di un violino e – sin da quella tenerissima età – decide di dedicare la sua vita al piccolo cordofono.

La malattia che non interferisce con i suoi sogni

Solamente un anno dopo, Itzhak contrae la poliomielite, che lo porta ad essere in condizione di disabilità che avrebbe potuto interferire con i suoi sogni, ma non solo da un punto di vista pratico. Anche se fortunatamente la malattia non aveva colpito le mani, avrebbe potuto incidere psicologicamente sul giovane talento, che avrebbe quindi visto volar via i suoi sogni di gloria.

“I miei genitori gestirono il tutto in maniera magistrale, non mi sono mai sentito escluso da nulla. Avevo amici con cui giocavo e andavo a scuola come tutti”

i pensieri di Perlman.

Incredibilmente, però, Itzhak Perlman stupisce tutti. Inizia a tenere concerti sin dall’età di nove anni – e appare in TV negli Stati Uniti a tredici – quando il presentatore Ed Sullivan lo volle nel proprio show dopo averlo sentito suonare.

Questa fu una svolta, perchè sino a quel momento in lui sussistevano ancora dubbi sul fatto di poter fare una carriera da solista o meno.

Periodo scolastico alla prestigiosa Juilliard School

Itzhak Perlman rimase con i suoi genitori negli Stati Uniti, precisamente a New York, dove il giovane riuscì ad entrare alla prestigiosa scuola di Musica della Juilliard.

L’istituto era solito organizzare dei grandi balli, eventi importantissimi negli hotel più lussuosi della città. In queste occasioni c’era un imponente banchetto, che dava l’occasione agli studenti di esibirsi davanti all’élite cittadina.

“Quando suonavo in questi eventi, solitamente ero messo alla fine, verso mezzanotte – e in quei momenti dovevo eseguire importanti e difficili arie come “Il volo del calabrone” ricorda Perlman.

Inoltre,

“a 14 anni era davvero difficile gestire una pressione simile, visto che molti non erano neanche interessati a ciò che facevo”.

Questo aiutò l’approccio di Perlman al professionismo, perchè

“vedere che tutto il pubblico aveva pagato il biglietto per sentirmi suonare era semplicemente un grande privilegio per me”.

Carriera e vita quotidiana

Perlman ha più di una volta detto che la sua vita ruota intorno alla sua famiglia, tanto che spesso rifiuta ingaggi se lo costringono a stare fuori casa troppo a lungo.

Afferma inoltre di organizzare la propria vita in base agli impegni dei suoi figli, così da conciliare al meglio il tempo da dedicare alla musica e i periodi da trascorrere in Famiglia.

Itzhak Perlman. Musica Disabili- Altravoce

Secondo la moglie Toby, Itzhak ha il rimpianto di non poter fare molte cose, tra cui giocare a basket. La cucina però riesce a distrarlo: oltre ad apprezzare il buon cibo, Perlman negli anni è anche divenuto un ottimo cuoco.

Tornando alla Musica, Perlman è il tipo di musicista che non solo non soffre la pressione del pubblico, ma anzi la trasforma in energia positiva. Gli piace sia emozionare che emozionarsi insieme a loro, mostrando il proprio lato più sincero alla platea.

Perlman si è dimostrato un artista estremamente prolifico dal punto di vista degli album pubblicati. Ne ha infatti pubblicati addirittura diciassette per varie case discografiche, alcuni insieme ad un’orchestra, altri in collaborazione con dei pianisti: tre con Andre Previn e uno con Oscar Peterson.

Con l’inizio del XXI secolo, il violinista ha iniziato anche a condurre orchestre. Quest’attività negli ultimi anni, a causa dei peggioramenti della sua salute, sta avendo sempre maggior spazio nella sua vita, insieme alla sua passione per l’insegnamento.

Itzhak ha colto tutti i lati positivi della sua condizione

“Fortunatamente non sono stato un bambino prodigio: sarebbe stata un’anormalità che si sarebbe aggiunta a quella che ho già!”

dichiara Perlman parlando della sua condizione.

C’è da dire che nonostante le difficoltà oggettive nel camminare e muoversi, Itzhak ha preso la sua vita di petto, cogliendo tutti i lati positivi. Tra essi c’è di certo la sua annuale vacanza estiva nei boschi di Aspen con la sua famiglia. In questo documentario del 1978 possiamo vedere come non si sia mai abbattuto, arrivando addirittura a guidare e a giocare a tennis.

La storia che ci fa ispirare

La sua storia dovrebbe essere di ispirazione per tutti noi, poiché ha saputo trasformare una difficoltà in un episodio quasi marginale. Infatti, chi lo conosce è perché ha sentito la sua musica, non perché è “quello disabile”.

Questa tra l’altro è la mission di Altravoce, cercare di reinserire nella società persone svantaggiate, con l’utilizzo della musica. La cui potenza è enorme. Se non ci credete, venite questo sabato 17 dicembre al Concerto dell’Orchestra Sinfonica Altravoce e lo capirete. Presso la Sala Congressi di Aprica

Aperte le Prenotazioni a Diversità in Sinfonia 8. Pochissimi posti disponibili:
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Dis 8
Cristian Petenzi Altravoce

M° Cristian Petenzi

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