Mondo Abilità

Il Blog di Altravoce Onlus

Neurodiversità e musica: la storia di Fabrizio Acanfora

La passione per la musica può essere un sentiero difficile da percorrere, soprattutto quando sono presenti i complessi ostacoli della neurodiversità.

Fabrizio Acanfora, un talentuoso musicista e musicoterapeuta, ha sperimentato in prima persona le sfide del conservatorio per chi è autistico. Tuttavia, il suo viaggio ha dato vita a un sogno di accessibilità per tutti, specialmente per coloro che vivono con disabilità. Il suo obiettivo è formare insegnanti musicisti capaci di accogliere e sostenere ogni tipo di diversità.

Chi è Fabrizio Acanfora

Fabrizio è un Neurodivergent Advocate, un divulgatore scientifico, uno scrittore, un docente universitario, un pianista e clavicembalista e un ex costruttore di clavicembali.

Ha contribuito in modo significativo al campo della musicoterapia, coordinando per diversi anni il Master in Musicoterapia presso l’Università di Barcellona. È stato anche coinvolto nell’insegnamento dei Disturbi dello Spettro Autistico e della Mindfulness.

Il suo impegno verso l’inclusione si estende anche alla sfera accademica. È parte del comitato scientifico del Master in Tutor Accademico Specializzato in Didattica Musicale Inclusiva presso l’Università LUMSA, dove coordina il modulo di Disability Studies e insegna Neurodiversità.

La sua collaborazione con l’Istituto Catalano di Musicoterapia come esperto di autismo riflette la sua dedizione nel promuovere un approccio aperto e accogliente verso la diversità.

La diagnosi

Già da giovane, Fabrizio si sentiva diverso e le difficoltà sociali erano evidenti. Nessuna diagnosi di autismo ad alto funzionamento esisteva allora, e ciò ha portato a una diagnosi errata di depressione.

Solo all’età di 39 anni è giunto finalmente alla diagnosi di sindrome di Asperger. Questa gli ha permesso di comprendere e spiegare finalmente i problemi che aveva sempre incontrato, specialmente nel contesto del conservatorio.

Gli studi al conservatorio

Uno dei momenti più difficili è stato il periodo trascorso al conservatorio, dove Fabrizio ha incontrato numerose sfide sia a livello sociale che didattico. Non avendo ancora una diagnosi, veniva considerato “strano” e “asociale” dai suoi compagni. Inoltre, la didattica standard non si adattava alle sue esigenze.

Per esempio, per Fabrizio era più facile apprendere la musica ascoltandola piuttosto che leggendola, ma le modalità di insegnamento non prevedevano adattamenti personalizzati.

Tuttavia, la passione di Fabrizio per la musica non si è mai affievolita.

Fabrizio oggi: coordinatore del master in musicoterapia

Oggi, come coordinatore del master in Musicoterapia presso l’Università di Barcellona e collaboratore dell’Istituto catalano di musicoterapia, si dedica a rendere la musica accessibile a tutti. Soprattutto a coloro che sono socialmente esclusi.

Ha contribuito a creare il primo master italiano per Tutor accademico specializzato in didattica musicale inclusiva presso la Lumsa e ha scritto diversi libri sulla diversità e l’autismo.

L’obiettivo di Fabrizio è chiaro. Creare una figura di tutor accademico che possa accompagnare gli studenti con disabilità nel percorso formativo del conservatorio, fornendo loro le competenze necessarie per comprendere e valorizzare la disabilità come opportunità. Offre così agli insegnanti musicisti strumenti operativi per implementare un’approccio inclusivo e aperto verso i talenti diversi.

Insegnare musica a chi ha una disabilità può presentare delle sfide, ma Fabrizio è convinto che tutti possano fare musica e trarne grandi benefici.

Anche le persone con disabilità uditiva possono imparare e apprezzare la musica, come dimostrato dal grande compositore sordo Ludwig van Beethoven.

La musica può essere un potente strumento inclusivo che aiuta a sviluppare l’autostima e acquisire abilità, migliorando la coordinazione motoria e altre capacità.

La promozione della Neurodiversità

Fabrizio nutre una passione per la ricerca scientifica sin da giovane e ha sviluppato un interesse profondo per le neuroscienze. Questa passione ha guidato il suo percorso verso una migliore comprensione della neurodiversità e l’importanza di valorizzarla nella società.

Questo interesse si è concretizzato anche nella sua associazione Neuropeculiar, di cui è presidente dal 2022. Neuropeculiar è la prima associazione in Italia fondata e diretta da persone neurodivergenti, e si impegna a promuovere e normalizzare il concetto di neurodiversità.

L’impegno di Fabrizio nel promuovere un approccio culturale e sociale alle differenze è visibile anche attraverso le sue collaborazioni con diverse piattaforme e riviste, tra cui Intersezionale, Jacobin Italia, DeAgostini Scuola, Treccani, Evermind e Scuola Holden.

L’inclusione musicale

L’impegno di Fabrizio Acanfora nella promozione dell’inclusione musicale è un esempio di come la passione e la dedizione possono trasformare le difficoltà personali in una missione di cambiamento sociale.

Il suo desiderio è che la musica possa essere uno strumento di crescita e benessere per tutti, soprattutto per coloro che vivono con disabilità.

Attraverso il suo lavoro, Fabrizio Acanfora ci ricorda che la comunicazione è il motore del cambiamento culturale. Promuovere la comprensione e l’accettazione della neurodiversità è fondamentale per costruire una società più inclusiva, rispettosa e aperta alla varietà umana.

La diversità non è solo da accogliere ma da celebrare. Arricchisce la nostra società con una gamma unica di esperienze e punti di vista.

Altravoce e la promozione della neurodiversità

Partendo da una base scientificamente dimostrata e confermata, grazie agli studi di Pier Angelo Sequeri e Licia Sbattella, si è riconosciuto che la musica ha un ruolo fondamentale nella formazione mentale e psichica di chiunque, soprattutto per bambini, ragazzi e adulti con disabilità gravi.

Il Metodo Esagramma utilizzato nel Triennio di Musica Inclusiva Orchestrale di Altravoce ha permesso a migliaia di persone con disabilità in Italia di trovare un mezzo accessibile per la comunicazione, l’ascolto e le relazioni sociali, aspetti spesso compromessi a causa della disabilità.

Ad altravoce si parte dalle Abilità possedute e la persona con sindromi genetiche, autismo e ritardo intellettivo viene accolta come persona “capace di fare”. E da qui è possibile mettere in luce le Potenzialità insite in ognuno di noi.

Così, nel percorso educativo e riabilitativo del Triennio di Musica Inclusiva Orchestrale i partecipanti hanno l’opportunità di suonare strumenti veri e la musica dei grandi autori insieme a musicisti senza disabilità.

Sporcatevi le mani
Silvia Patroni Altravoce

Dott.ssa Silvia Patroni

Leave a Reply

You are donating to : Altravoce Onlus

How much would you like to donate?
€10 €20 €30
Would you like to make regular donations? I would like to make donation(s)
How many times would you like this to recur? (including this payment) *
Name *
Last Name *
Email *
Phone
Address
Additional Note
Loading...