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musica inclusiva

Ma cosa si fa nel Triennio di Musica Inclusiva?

Se stai pensando di iscrivere tuo figlio con disabilità al primo anno del Triennio di Musica Inclusiva Orchestrale a metodo Esagramma, in questo articolo troverai tutte le informazioni che ti serviranno per conoscere meglio questo percorso educativo a base di musica sinfonica. Scoprirai gli obiettivi del percorso e tutte le risposte alle domande che puoi avere.

Nell’ultimo articolo di questa serie “a metodo Esagramma” abbiamo spiegato il lavoro che la musica fa per migliorare la comunicazione di una persona con disabilità. Questo porta un ragazzo con autismo, ad esempio, a instaurare maggiore relazione e interazione con i genitori in famiglia, con i compagni a scuola, con amici e conoscenti.

Musica Inclusiva per Bambini, Ragazzi e Adulti disabili mentali

Il percorso di Musica Inclusiva Orchestrale, basato sul metodo Esagramma, è destinato a bambini, ragazzi e adulti con disabilità mentale anche grave come autismo, disabilità intellettiva, psicosi, sindromi genetiche, disagio sociale, disturbi dell’apprendimento e del linguaggio. Ovvero ci dedichiamo a tutti coloro che hanno ostacoli nella sfera della comunicazione e dell’espressione, fragili nell’ambito cognitivo e relazionale.

Per iniziare a lavorare con la Musica nel Triennio di Musica Inclusiva Orchestrale a metodo Esagramma non è necessario che il bambino, ragazzo o adulto disabile sappia già suonare qualche strumento. Anzi. Tutto il contrario. Proprio perché nei nostri percorsi hanno fatto parte e continuano a far parte persone con gravi disabilità fisiche e mentali, basta semplicemente che la persona fragile abbia un interesse verso la musica, gli strumenti e gli eventi musicali. Per “evento musicale” intendiamo non vera e propria musica, ovvero suoni organizzati, ma “accadimenti sonori”.

Si gira “verso” la canzone preferita?

Forse potresti notare questo interesse in tuo figlio in modo timido o sfuggente, con qualche suo sguardo fugace: magari indirizzato verso la radio o la televisione quando viene trasmessa la sua canzone preferita. Oppure ricerca lo smartphone per andare su youtube e ascoltarla. Già questa è una condizione sufficiente che ci consentirà di realizzare un buon lavoro con lui nel Piccolo Gruppo Orchestra del Primo Anno del Triennio.

Musica Inclusiva Orchestrale

Un Triennio di Splendidi Obiettivi

Il percorso di Musica Inclusiva Orchestrale a metodo Esagramma ha la durata di tre anni.

Nel Primo Anno si identifica ciò che c’è di più importante nella musica: la struttura. Cioè strumenti, suoni e come questi si possono mischiare tra loro. Inoltre esploriamo la possibilità di una preferenza – da parte di tuo figlio – per uno strumento musicale. Le musiche che usiamo al primo anno sono semplici e intuitive, come possono essere una marcia o una ninna nanna (sempre tratta dalla grande tradizione classico-sinfonica, quindi da Musica intelligente). Al termine di quest’anno, come genitore, assisterai a un saggio, cioè un piccolo concerto, nello stesso luogo in cui durante l’anno abbiamo fatto musica con tuo figlio. A questo appuntamento musicale, partecipano i vari bambini, ragazzi e adulti con disabilità, e gli operatori dell’equipe di Altravoce, oltre ai genitori dei vari “ragazzi”.

Al Secondo Anno Impariamo a Superare la Frustrazione

Al secondo anno abbiamo due obiettivi per tuo figlio:

  • Vogliamo possa approfondire la conoscenza con lo strumento preferito (o gli strumenti) per permettergli di ampliare le capacità esecutive, che può essere anche suonare un timido pizzicato e poi prendersi del tempo per suonarne un altro, dopo un po’… perché la condizione di autismo lo richiede. Nessun problema! C’è tempo. L’importante che tutto questo sia fatto con intelligenza. E noi sappiamo che lui ce la può fare.
  • Facciamo in modo che aumenti la consapevolezza delle sue abilità. Al secondo anno “è un po’ un classico” che possa esserci una “crisi di percorso”. Entrando nel profondo, si smuovono alcuni punti della personalità (sotto il punto di vista relazionale ma anche tecnico musicale) e questo porta a dover fare i conti con la consapevolezza dei propri limiti. L’Equipe di Altravoce saprà attutire la frustrazione che tuo figlio prova nel quotidiano, nelle sue giornate, e che nella musica “verrà fuori”.

Il pubblico del saggio di fine anno è composto da famigliari e amici. Il luogo non sarà più la Sala Musica ma un piccolo teatro della zona. La musica suonata per il saggio si fa più interessante: si suonano una o più suite.

Il Terzo Anno: Il Trampolino di Lancio Per Una Nuova Visione Di Sé

Ed eccoci al Terzo Anno:

  • A questo punto del percorso tuo figlio, nonostante la grave disabilità, avrà consolidato alcune capacità relazionali e musicali. Dunque entriamo nel dettaglio per l’utilizzo di tutti i gesti disponibili a ogni strumento da lui suonato. Se suonerà il contrabbasso, approfondiamo l’uso dei “gesti” possibili, ovvero l’arcata, il pizzicato, lo strappato, il battuto, il tremolo e così per tutti gli altri strumenti da lui suonati. Questo serve per poter sostenere l’esecuzione di una sinfonia. Sì perché al Terzo Anno il repertorio è di sinfonie, divertenti ed entusiasmanti, della durata di 20-30 minuti.
  • Poi entriamo nel dettaglio dell’ascolto, con l’intenzione di permettere a tuo figlio di percepire il dialogo tra gli strumenti e l’intenzione che, chi suona, vuole coscientemente trasmettere. Possiamo dire che, “a modo suo”, poniamo l’attenzione sull’interpretazione musicale. Potrà sembrare una cosa per te genitore difficile, quando pensi a tuo figlio. Ma considera che riadattiamo tutti questi aspetti – intelligenti e di grande ricchezza – di modo che siano fruibili data la sua grave condizione di disabilità.

Il concerto di fine triennio è semplicemente spettacolare. Non è più un saggio. La forma è proprio “da concerto”. In alcuni annate è possibile che più Gruppi Orchestra del Triennio si uniscano, formando una orchestra più numerosa, con 10-15 ragazzi e altrettanti educatori. Il luogo dove svolgiamo il saggio-concerto è un teatro “importante” e il pubblico può essere sconosciuto agli allievi musicisti con disabilità mentale.

Superato il triennio, chi lo desidera può continuare il percorso mediante i percorsi di Perfezionamento ed entrando a far parte dell’Orchestra Sinfonica Altravoce (quando troviamo enti e fondazioni disponibili a investire socialmente nel progetto Orchestra).

Quali sono i Vantaggi e i Benefici della Musica Inclusiva a metodo Esagramma?

Il percorso di Musica Inclusiva Orchestrale a metodo Esagramma, oltre a consentire l’inclusione e lo sviluppo di abilità relazionali che altrimenti non sarebbero così accessibili da tuo figlio, permette di imparare a suonare degli strumenti e delle musiche importanti e conosciute, proprio come farebbe un ragazzo senza disabilità che fosse anche solo interessato alla musica nella propria vita.

Il fatto di usare un repertorio di opere classiche e non di “canzoncine” permette di attingere da una ricchezza enorme sotto tantissimi punti di vista, alcuni dei quali hai già conosciuto qui sopra. Altri sono “un po’ più tecnici”, quindi in questo articolo evitiamo di approfondirli, ma ti basti pensare che l’enorme patrimonio musicale della storia della musica si mette al servizio di tuo figlio per permettergli di “superare la disabilità anche solo per un pizzicato”.

E questo non solo è possibile ma è comprovato da oltre mille ragazzi che in tutta Italia (e non solo) hanno partecipato ai percorsi a metodo Esagramma, dimostrando di potercela fare, nel loro piccolo… che noi facciamo diventare grande!

Il metodo Esagramma ha quasi quarant’anni di esperienza nel campo di musica e disabilità. Centinaia di professionisti hanno apportato e continuano ad apportare un grande valore, una costante ricerca musicale e psicopedagogica affinché persone come tuo figlio possano sentirsi importanti e soprattutto possano sentirsi realmente incluse insieme a persone senza disabilità.

Il Principio Della Risonanza

Come dicevamo in altri articoli tutto nasce dal Principio della Risonanza, elaborato dalla dottoressa Licia Sbattella. Nel Triennio di Musica Inclusiva i risultati per tuo figlio sono raggiunti proprio grazie alla possibilità di usufruire delle esperienze di modulazione e risonanza (termini tecnici ma che puoi approfondire nel nostro blog).

Giusto per rispolverare “due concetti”. La risonanza “tocca” il mondo interiore (personalità, sentimento, emozioni) della persona con fragilità -autistica, quello con disabilità mentale, quella con sindrome di Down o cerebrolesione – ed ecco che la musica riesce a modellare, a cambiare, il modo in cui la persona disabile stessa si percepisce: affinando i suoi sensi, cioè le sue facoltà cognitive e relazionali. Di conseguenza il bambino, ragazzo e adulto disabile diviene più consapevole di tutte le sue capacità.

Nel Triennio di Musica Inclusiva a metodo Esagramma poniamo offre speciale attenzione:

  • all’impiego intelligente della musica ‘di qualità’, ‘di pensiero’, ‘di ricerca’
  • alla pratica attiva dello strumento musicale vero (violini, violoncelli, contrabbassi, arpe, marimbe, vibrafoni, percussioni etniche, grandi percussioni)
  • alla possibilità che la persona disabile sia parte della composizione dell’evento musicale
  • all’apprendimento musicale con l’esperienza del piccolo gruppo orchestra, dotato di vari livelli di competenza e di sufficiente varietà dei suoni degli strumenti

Inclusione o Integrazione?

Secondo te, c’è qualche differenza fra inclusione e integrazione o sono semplici sinonimi? Esistono molte pubblicazioni che spiegano quale sia la differenza esistente tra i due termini. Ma vediamoli anche noi più da vicino e capirai perché preferiamo parlare di inclusione invece di integrazione.

D’una parte l’integrazione mette fisicamente insieme le persone, ma non sempre concede le stesse possibilità di essere, fare e desiderare. L’integrazione vede un gruppo di sole persone con disabilità interagire fra loro, ma senza che ci sia un eguale apporto di persone senza disabilità.

L’inclusione, invece, permette a tutti, indistintamente, in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo e in qualsiasi situazione di essere parte del gruppo: il Piccolo Gruppo Orchestra del Triennio e l’Orchestra Sinfonica Altravoce sono proprio di carattere inclusivo. Fanno parte in eguale misura persone con e senza disabilità mentale o fisica. Questa è un’enorme ricchezza per tutti!

Musica Inclusiva Orchestrale
Grafica dedicata ai concetti di “inclusione”, “integrazione”, “segregazione” ed “esclusione” di Superando.it

Abbiamo parlato prima di inclusione come uno dei principali obiettivi del percorso del Triennio di Musica Inclusiva a metodo Esagramma.

Ma in che senso?

L’inclusione di cui parliamo va oltre il fatto di stare insieme nella stessa stanza. Comprende la capacità che tuo figlio – nonostante la disabilità – possa percepire, quella di interpretare e quella di valorizzare i rapporti che esistono fra la musica suonata nel gruppo orchestra e quella che lui adotta tutti i giorni nella sua quotidianità. E’ qui che avviene una modulazione, un cambiamento degli atteggiamenti cognitivi o cambiamenti comportamentali del bambino, ragazzo o adulto con disabilità anche grave.

katherin sanchez

Katherin Sanchez

M°Fabio Dalceri

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