Mondo Abilità

Il Blog di Altravoce Onlus
L'effetto della musica

L’effetto della musica sulla mente disabile. Diventare sinfonici.

Ad Altravoce – partiamo dalla base scientificamente dimostrata e confermata, grazie a Pier Angelo Sequeri e Licia Sbattella, che la musica sia necessaria per la formazione mentale e psichica di chiunque, soprattutto per un bambino, ragazzo o adulto con disabilità grave. L’effetto della musica sulla mente è sempre positivo. Sia per persone con disabilità sia per chi non ha una disabilità. E questa occasione si ha seguendo il Metodo Esagramma durante il Triennio di Musica Inclusiva Orchestrale – percorso che da più di trent’anni ha permesso a migliaia di bambini, ragazzi e adulti con disabilità in Italia, di trovare un porta accessibile alla comunicazione, all’ascolto, alle relazioni sociali. Aspetti che di solito sono compromessi a causa della disabilità.

Come fa, la Musica, ad avere questi risultati su un bambino, ragazzo o adulto disabile? Grazie a più ingredienti. Uno di questi è l’utilizzo del metodo Esagramma da parte della nostra equipe di esperti. In questo modo permettiamo anche a chi ha gravi comportamenti problematici, di migliorarsi, proprio perché la musica può agire con facilità (se usata con rigoroso metodo) sulla mente di tutti.

La Riabilitazione della persona disabile attraverso la Musica a metodo Esagramma

In genere, sappiamo che la musica piace, commuove, incanta. E questo è una dato di fatto, con il quale stiamo tutti d’accordo e già qui abbiamo individuato una piccola parte del lavoro che fa la musica sulla mente. Condividere a priori quello che consideriamo un dato di fatto.

Ma il focus ad Altravoce è la riabilitazione di una persona con disabilità attraverso la potenzialità della musica. Cioè gli effetti, i risultati, che il percorso educativo e riabilitativo del Triennio porta nella mente della persona disabile, nella sua quotidianità. Educazione attraverso la musica? E’ certamente possibile, ma spiegheremo innanzitutto il concetto di come la mente usi la musica e di come questa agisca sulla prima.

Altravoce Musica Disabili - effetto della musica sulla mente disabile

Il secondo effetto della Musica sulla mente del ragazzo disabile

La mente è composta dal pensiero, dalla psiche e dal sentimento. La Musica lavora su questi tre aspetti in modo speciale. Avvalendosi delle esperienze personali del ragazzo disabile, della sua personalità, delle sue relazioni e dei sentimenti che prova. La mente di quel ragazzo disabile ne usufruisce attraverso l’ascolto e la rielaborazione.

Questo processo ha una ripercussione, un effetto, sul bambino, ragazzo o adulto con disabilità grave – che il prof. Licia Sbattella chiama risonanza – arrivando a “toccare” il mondo interiore della persona con fragilità. La Risonanza, è un principio potentissimo, che si ricollega ad altre tantissime teorie validate in merito al tema musica e psiche (la Music Learning Theory di Gordon, ad esempio). E una volta che la Musica arriva all’origine di sé stesso, per quel ragazzo autistico, quello con disabilità mentale o con sindrome di Down, ecco che riesce a modellare, a cambiare, il modo in cui la persona disabile stessa riesce a percepirsi. Affina i suoi sensi e diviene più consapevole del suo corpo. Questo è il secondo effetto della musica sulla mente.

La musica è un conduttore fra i sensi e la mente della persona fragile

Come forse ben saprai, nel mondo della fisica un oggetto, ad esempio un pezzo di metallo, viene chiamato “conduttore” perché permette la propagazione, la trasmissione, di una forma di energia. Allo stesso modo, se tra i metalli prendiamo il titanio, oltre a permettere il passaggio di energia come fanno tutti gli altri metalli, scopriamo che per di più non fa alcuna resistenza (ovvero non si surriscalda). È come se il titanio, quando è collegato tra due fonti elettriche, diventasse un tutt’uno con loro. Per questo il titanio, tra i “conduttori”, viene chiamato “superconduttore”.

Ebbene la Musica, per come viene utilizzata nel Metodo Esagramma qui ad Altravoce, è come il titanio: un superconduttore. Per la mente di quel bambino o ragazzo disabile, la Musica sinfonica diventa un mezzo tra la parte fisica della persona – cioè i suoi cinque sensi – e la parte più astratta – ovvero la coscienza. La Musica sinfonica coinvolge entrambe le direzioni. Se volessimo continuare a paragonarla al mondo dell’elettricità, la Musica suonata dalla persona disabile è un vero e proprio catalizzatore e coinvolge tanto la facoltà di udire quanto quella del pensiero di quel bambino, ragazzo o adulto. La Musica dunque agisce sul pensiero del bambino disabile, con la stessa efficacia (e naturalezza) con il quale coinvolge il suo udito.

Cosa fa la Musica per un bambino con paralisi cerebrale

La dottoressa Sbattella descrive il lavoro che fa la Musica sinfonica sulla persona disabile. Prendiamo ad esempio il caso di un bambino con paralisi cerebrale. Anche per lui, la Musica a metodo Esagramma, lavorerà su tre parti:

1 – quella del “richiamare alla memoria” (rammemorativa)

2 – quella del “coinvolgere l’immaginazione” (immaginativa)

3 – quella che ha a che fare con i sentimenti e le emozioni (la parte affettiva)

Ora, per capirci meglio, dato che queste tre parti agiscono sulla persona disabile come vere e proprie forze, a sua volta la Musica sinfonica agisce su queste tre parti in modo incisivo. La parte interiore della persona disabile intrattiene le vibrazioni emesse dalla musica da lei stessa suonata e suonata dai compagni. Ricordiamoci che il percorso del Triennio è un percorso di gruppo al quale il bambino, ragazzo o adulto con disabilità partecipa attivamente.

Pertanto ogni volta che all’interno del gruppo si suona, ci sarà un gesto: se devo suonare un pizzicato al contrabbasso devo usare un dito (o qualcuno mi deve aiutare a farlo). Oltre al gesto ci sarà dunque un movimento e dunque delle parole. Tutto questo permette alla persona disabile di dare valore (in modo naturale, ovvero inconsapevolmente) alle relazioni interpersonali che vive all’interno del piccolo gruppo orchestra del Triennio.

E’ perfetta per chi non ha il dono della parola

Ha la capacità di evocare pensieri anche quando la persona fragile non ha il modo (perché non parla) o non trova il modo di esprimerlo in parole. Il lavoro sulle tre parti – del richiamare alla memoria, dell’immaginare e dell’affettività – unità alla capacità di evocare pensieri, sono due grandi benefici per la persona disabile che non avrebbe la possibilità di raggiungere in nessun altro contesto terapeutico e riabilitativo in una durata così breve e in modo così completo. L’equipe di Altravoce e i genitori dei ragazzi sono così indirizzati a raggiungere l’obiettivo insieme, con la chiara intenzione di migliorare la comunicazione è la relazione della persona con disabilità.

Così facendo, oltre a sviluppare attitudini relazionali, la persona autistica, disabile intellettiva o con sindromi genetiche sarà attratta ad aumentare quello che la Sbattella definisce “scambi simbolici”, ovvero il mettersi in gioco nel vivere emozioni, fantasie, sentimenti e usando la parte dell’immaginazione – ai quali tutti siamo predisposti, compreso chi ha una grave disabilità.

Si inizia a percepire sé stessi

La Storia e le diverse culture dei popoli e delle civiltà, da sempre ci dimostrano che la musica è la forma di cultura più direttamente collegata con l’esperienza di sé e del mondo. È grazie alla musica che il bambino disabile riesce a fare alcune cose. Ad avere alcune esperienze che non risultano possibili in altre attività. Fare Musica sinfonica nel gruppo Orchestra del Triennio ha dunque un’importante conseguenza: influisce sullo stato d’animo, come risposta a uno stimolo musicale. E questo permette anche alla mente compromessa dalla disabilità più difficile, di comparare emozioni provate, possibilità creative e un’infinita varietà di modi di “sentire” sé stessa e gli altri.

Altravoce Musica Disabili - Gli effetti della musica

La narrazione del sé è il film che vediamo

Poi accade un’altra cosa meravigliosa per quel bambino o ragazzo disabile. L’emozione che ha provato nel suonare e nel relazionarsi con gli altri membri del gruppo, viene rappresentata, viene richiamata alla mente tramite la riflessione. Questo porta la persona disabile a creare una narrazione del sé, una sorta di storia personale che inconsapevolmente si percepisce e che nel caso di una persona con disabilità solitamente è molto compromessa. La ricerca conferma infatti che persona con disabilità mentale grave non ha continuità nella percezione del sé.

Vediamola in modo più semplice: generalizzando, potremmo dire che una persona senza disabilità mentale “vede” e si sente protagonista del film della propria vita (la narrazione del sé è questo). La persona con autismo, disabilità intellettiva o sindromi genetiche non riesce a fare questa cosa. O se “vede il film della sua vita” le mancano delle parti. Questo causa a catena, una serie di ripercussioni sulla quotidianità che quel bambino, ragazzo o adulto vive. E da qui nascono le problematiche comportamentali.

Emozione e riflessione, quando si uniscono nella musica sinfonica permettono a chi ha una disabilità di creare una narrazione. Di “percepire il film” con un senso compiuto. E in più apre ai possibili risvolti del film. Apre la mente al futuro.

Riassumendo, la musica è uno dei linguaggi espressivi di vitale importanza a disposizione della persona disabile proprio perché le permette di accedere ad un repertorio di emozioni già a sua disposizione ma in nessun modo accessibile.

La soddisfazione per la mente quando suona musica

Nel Triennio di Musica Inclusiva Orchestrale di Altravoce, il piacere, la <<soddisfazione cognitiva>>, nasce dal fatto che il bambino o il ragazzo autistico, o adulto con condizioni di importanti fragilità, riesca a sperimentare, organizzare e controllare la musica stessa (o una parte di essa).

E Come lo fa?

Suonando.

Già dal Primo Anno del Triennio usiamo un struttura musicale con regole tecniche ma anche sociali e relazionali, definite dall’equipe di educatori, musicisti, psicologi e insegnanti di Altravoce. La mente – anche quella fragile – ne attribuisce un valore di “senso compiuto” non solo dal punto di vista sonoro, ma soprattutto sotto il profilo relazionale. Ha accesso al sentire, alle emozioni, alle affezioni, alle pulsazioni, ai legami. Tutto questo è possibile grazie all’effetto della musica sulla mente.

katherin sanchez

Katherin Sanchez

M°Fabio Dalceri

Altravoce-Musica-Disabili-Socio-Sostenitore

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