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Gli Schemi Della MusicoTerapia Orchestrale

L’intera metodologia applicata da noi nell’ambito della MusicoTerapia Orchestrale è basata sul Metodo Esagramma.

Oltre a disporre di esso, ritengo e riteniamo siano fondamentali alcune idee di base, senza le quali nessun intervento risulterebbe efficace. Nello specifico:

  • La prima e più importante che pone una solida base su cui costruire, è sicuramente l’idea che ciascuno sia, prima della malattia o della sua condizione, una Persona.
  • Le compromissioni fisiche e mentali non devono impedire alla persona di lavorare per migliorare la propria immagine di sé e per affinare le proprie capacità.
  • Ciascuno può fronteggiare la realtà. L’importante è che disponga di mezzi adeguati, specifici e personalizzati.

Gli Elementi Della MusicoTerapia Orchestrale

Partendo dalle suddette considerazioni, in un’orchestra sinfonica inclusiva lavorano necessariamente più figure professionali. Questo per garantire ai nostri ragazzi un percorso adeguato. Un percorso composto sì di educazione musicale ma con un forte orientamento psicopedagogico.

Per integrare l’educazione estetica e musicale, fondamentale è la presenza di musicisti che affiancano e sostengono bambini, ragazzi e adulti con fragilità. Essi provvedono anche alla realizzazione di rielaborazioni orchestrali adatte.

Il lavoro qualitativo sull’esistenza, la formazione, l’applicazione di modalità specifiche per l’apprendimento è invece compito di educatori e psicologi. Essi devono infatti anche valutare le condizioni necessarie affinché il lavoro risulti fruttuoso, esplicitando il profilo dell’alunno mediante colloqui con i genitori, presa in carico e redazione di singole cartelle di valutazione dopo ogni incontro.

L’Orchestra sinfonica inclusiva, si presenta nella sua realizzazione compiuta come un insieme di musicisti professionisti, educatori, psicologi/psicoterapeuti e da giovani allievi, ciascuno con le proprie difficoltà ma anche e soprattutto con i propri pregi e peculiarità uniche, tutte da valorizzare.

Nell’orchestra sinfonica inclusiva, anche detta “partecipativa”, si passa dalla risonanza della musica come concetto alla sua ricreazione pratica e concreta. Grazie all’orchestra inclusiva, ai metodi e alle figure profesisonai presenti, infatti, i ragazzi con le più diverse disabilità possono:

  • Grazie alla musica, esprimere idee, pensieri, racconti.
  • Avere l’immagine concreta e vedere i diretti effetti dei loro sforzi. Un lavoro serio dove ciascun elemento è fondamentale per la buona stabilità dell’insieme.
  • Prendere consapevolezza di sé in rapporto ad un gruppo.
  • Favorire il senso di appartenenza
  • Prendere coscienza dell’altro mediante l’ascolto dei suoi interventi

Le Parti Orchestrali

Ciascuno strumento, dal più piccolo e fievole al più grande e sonoramente forte, è strettamente necessario.

Gli strumenti, così diversificati, possono esprimere la bellezza delle differenze, la varietà che è necessaria per eseguire un brano pensato per orchestra. Si accostano diversi tipi di sonorità strumentali. Diverse persone che suonano. Diversi gesti. Diverse sensibilità. Tutto al fine di creare un unicum che integri la forma musicale originaria alla sua nuova espressione adattata per questo genere di orchestra inclusiva.

Non più semplice, non più scarna, non meno bella dell’originale! Solo diversa nell’approccio e nello studio. Diversa nella risonanza e nella intenzioni, uguale nell’arrivare al cuore di chi ascolta.

Il Funzionamento Della MusicoTerapia Orchestrale

La MusicoTerapia Orchestrale (abbreviata in MTO) ha come scopo principale il consentire l’integrazione e lo sviluppo di tutte le componenti psichiche e mentali dell’esperienza umana. Nello specifico si configura come dettagliatamente elaborata per ragazzi ed adulti che hanno difficoltà nella sfera della comunicazione e dell’espressione. Queste difficoltà compromettono la capacità di percepire sé stessi e l’altro in contesti chiusi, dove spesso l’interazione risulta invece necessaria.

Integrazione significa infatti non solo percepire ma anche interpretare e valorizzare i rapporti tra due parti distinte e differenti.

Interviene poi un altro fenomeno, quello della modulazione. Per modulazione si intende l’insieme delle caratterizzazioni simboliche che ciascuna persona imprime nei suoi atti e nelle sue interazioni, caratterizzando le sue azioni come personali, affettive e caricandole di significato simbolico. La modulazione ci permette di comprendere il sentire dell’altro grazie ad una azione, un suono, da lui prodotto.

Ecco perché, grazie a processi quali risonanza e modulazione, passando per figure professionali competenti, l’MTO si configura come estremamente vantaggiosa e funzionale: sfrutta la possibilità di reinvestire la ricchezza delle esperienze personali di ciascuno. Ricchezza che va ad affinare le qualità cognitive e relazionale della persona fragile interessata.

I Focus Della MusicoTerapia Orchestrale

L’MTO rivolge particolare attenzione a:

  • impiego di musica colta, di qualità. da essa vengono estrapolati gli elementi più idonei ad una fruttuosa rielaborazione che consenta interazione di diversi elementi;
  • alla pratica attiva su strumenti professionali, veri, che consentono di responsabilizzare chi li suon e al contempo di favorire il linguaggio non-verbale del suono;
  • all’esplicitazione dei momenti compositivi a fine di coinvolgere i ragazzi nel processo di analisi;
  • a contestualizzare i momenti musicali all’interno del gruppo-orchestra;

L’itinerario educativo e ribilitativo è però anche scandito da alcuni momenti che vanno a costituire degli obiettivi parziali come:

  • l’identificazione di uno strumento preferenziale. Questo incrementa il piacere e l’impegno dei ragazzi;
  • l’idoneità a sostenere ruoli sempre più impegnativi, lavorando sulla qualità del suono;
  • l’integrazione sociale con il gruppo, favorendo l’affiatamento dei singoli membri verso un obiettivo comune.

Il gruppo è configurato come un insieme di elementi bilanciati guidati da educatori specializzati in grado di collaborare e di condurre il gruppo stesso.

Il Triennio Di MusicoTerapia Orchestrale

Ogni triennio MTO coinvolge bambini, ragazzi e adulti con ritardo mentale e disturbi generalizzati dello sviluppo anche gravi, ivi comprese difficoltà sensoriali e motorie. Non sono inoltre richieste conoscenze musicali pregresse per determinare l’efficienza del percorso. La padronanza stessa del linguaggio verbale non è necessaria e non preclude alla partecipazione.

In ciascuno dei tre anni, sono presenti obiettivi fondamentali:

  • Nel primo anno vengono identificate le strutture fondamentali del fatto musicale. Suoni, strumenti, composizione di questi ultimi. Vengono esplorate le possibilità di predilezione di uno strumento da parte del singolo alunno. Le forme musicali sono semplici e intuitive, quali la marcia e la ninna nanna. Al termine di questo anno viene eseguito un piccolo concerto per i famigliari.
  • Il secondo anno prevede un duplice obiettivo: approfondire la conoscenza con lo strumento privilegiato da ciascuno e ampliare le capacità esecutive. E’ anche possibile per il ragazzo usufruire di lezioni in aggiunta individuali, guidate da musicisti professionisti nello strumento scelto dal ragazzo. Il pubblico del concerto di fine anno è composto da famigliari e amici, la musica eseguita si configura come una suite strumentale.
  • Il terzo anno vede il consolidamento delle capacità acquisite e l’utilizzo di tutti i gesti disponibili per poter sostenere l’esecuzione di una sinfonia complessa, della durata di 20-30 minuti. All’ascolto è possibile percepire il dialogo tra gli strumenti e l’intenzione che, chi suona, vuole coscientemente trasmettere. Il concerto di fine triennio prevede l’unione di più gruppi MTO al fine di formare un’orchestra di grandi dimensioni, con 10-5 ragazzi e altrettanti educatori. Il pubblico può essere sconosciuto a coloro che suonano.

Superato il triennio, chi lo desidera può continuare il percorso mediante corsi di Perfezionamento e suonando nell’Orchestra Sinfonica.

Come disse Ivan Fedele,

Le possibilità alchemiche di un’orchestra sono infinite.

Giada Franzoni

Guarisce dalla leucemia anche grazie alla musica

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