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Le sfide della comunicazione nei bambini con spettro autistico

In questo articolo esploreremo le sfide della comunicazione nei bambini con spettro autistico e le possibili cause.

La comunicazione è fondamentale per sviluppare relazioni con gli altri e per esprimere i propri pensieri e bisogni.

Secondo il DSM-V, i bambini con Disturbo dello Spettro Autistico spesso presentano deficit nella comunicazione, che possono includere un ritardo nello sviluppo del linguaggio verbale.

Molti dei comportamenti problematici osservati nei bambini autistici hanno una componente comunicativa. Quando un bambino non è in grado di comunicare in modo efficace le sue necessità o richieste agli adulti di riferimento, potrebbe manifestare comportamenti disfunzionali.

Per migliorare l’adattamento del bambino, è di vitale importanza intervenire tempestivamente per sviluppare le sue abilità comunicative e, se possibile, favorire lo sviluppo del linguaggio verbale.

In alcuni casi, è possibile fornire al bambino strumenti di comunicazione alternativi, come PECS o l’uso dei segni, lavorando contemporaneamente sul linguaggio verbale.

Caratteristiche della comunicazione nei bambini nello spettro autistico

Le sfide nella comunicazione si manifestano fin dalla prima infanzia. Lo sviluppo del linguaggio richiede interazioni con oggetti e persone circostanti, ma i bambini con autismo tendono ad isolarsi e questo può comportare difficoltà nella comunicazione.

Le modalità comunicative nei bambini autistici sono estremamente varie e non possono essere generalizzate. Ecco alcuni esempi:

  • Il linguaggio vocale può essere assente, limitato o eccessivo.
  • Il contenuto del linguaggio può essere bizzarro o focalizzato su un unico argomento di interesse.
  • Possono verificarsi ripetizioni automatiche di parole o frasi (ecolalia).
  • I bambini possono avere difficoltà a rispettare i turni di conversazione.
  • Possono avere difficoltà ad iniziare o mantenere una conversazione con gli altri.
  • Ci possono essere alterazioni nei tratti paralinguistici come tono, volume e prosodia.
  • La comprensione del linguaggio può essere deficitaria.

Strumenti di comunicazione alternativa al linguaggio vocale per l’autismo

Quando uno studente non è in grado di ripetere suoni o parole su richiesta, o trova difficile utilizzare il linguaggio vocale, diventa fondamentale insegnargli l’uso di strumenti di comunicazione alternativi.

L’adozione di uno strumento di comunicazione alternativo può essere considerato anche quando il bambino riesce a ripetere suoni e parole, ma il linguaggio vocale richiede uno sforzo significativo.

Gli strumenti di comunicazione alternativa devono essere:

  • Semplici
  • Accessibili
  • Costantemente disponibili
  • Adatti alle esigenze del bambino
  • Scelti in base alle sue caratteristiche individuali.

I principali strumenti di comunicazione alternativa insegnati ai bambini con autismo includono:

  • Il pointing (indicazione), spesso utilizzato come prima forma di comunicazione nei programmi di intervento precoce.
  • Le PECS (Picture Exchange Communication System), che consistono nell’uso di immagini scambiate per ottenere oggetti o attività desiderate.
  • I comunicatori, che consentono al bambino di selezionare oggetti o attività desiderate tramite un dispositivo come un tablet.
  • I segni, che permettono a uno studente non verbale di comunicare attraverso i gesti.

Tutti questi strumenti di comunicazione alternativa presuppongono l’interazione e lo scambio con gli altri, e coinvolgono sempre il linguaggio vocale e la sua percezione.

Inoltre, le PECS, i comunicatori e i segni possono consentire all’apprendimento di linguaggi più complessi, permettendo al bambino di costruire frasi e di esprimere stati emotivi.

Individuare lo strumento di comunicazione adatto per bambini con autismo

Nell’interesse dei bambini con autismo, la scelta degli strumenti di comunicazione alternativa non deve essere rigida. È importante individuare lo strumento che risulta più semplice per lo studente, tenendo conto delle sue caratteristiche e abilità.

Una critica spesso rivolta ai segni è che potrebbero non essere comprensibili da tutti. Tuttavia, è importante sottolineare che è il contesto a doversi adattare al bambino, e non il contrario.

Infatti i familiari, gli insegnanti e i compagni di classe possono imparare a comprendere i segni utilizzati dal bambino nello spettro autistico.

L’attenzione deve essere posta sul bambino stesso, che dovrà utilizzare lo strumento di comunicazione.

Ad esempio, per un bambino con scarse abilità motorie o che non tollera l’aiuto fisico, potrebbe essere difficile imparare i segni. Allo stesso modo, se lo studente ha difficoltà nell’utilizzare e riconoscere immagini bidimensionali, l’introduzione delle PECS potrebbe non essere indicata.

E’ sempre bene ricordare che:

  • Introdurre uno strumento di comunicazione alternativo significa non abbandonare il lavoro e la scoperta del linguaggio vocale.
  • Lo strumento di comunicazione alternativo può fungere da “ponte” verso il linguaggio vocale e il bambino potrebbe continuare a vivere insieme per tutta la vita.
  • Con il passare del tempo, lo studente potrebbe utilizzare uno strumento di comunicazione misto, adattato alle sue esigenze, che comprenda sia segni che parole.

La cosa più importante è che lo strumento di comunicazione scelto sia funzionale ed efficace e che lo studente sia messo nelle condizioni di poterlo utilizzare in modo agevole.

La comunicazione ad Altravoce

Qui ad Altravoce utilizziamo la Musica come mezzo di comunicazione.

Infatti, la musica è un linguaggio universale, che risulta particolarmente accessibile anche a coloro che non padroneggiano il linguaggio verbale. Questa caratteristica la rende la base fondamentale del percorso educativo e riabilitativo di Musica Inclusiva Orchestrale, rivolto a persone con disabilità intellettive, sindromi genetiche e autismo, anche grave.

Grazie alla sinergia tra il Metodo Esagramma e la metodologia ABA, i nostri operatori sono dotati delle migliori strategie per agire nell’interesse del bambino e della sua famiglia.

Sporcatevi le mani
Silvia Patroni Altravoce

Dott.ssa Silvia Patroni

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